Scopri l’antica preparazione del vin brulè che riscalda le feste del Nord Europa

Quando arriva il freddo‐quello vero‐non c’è niente di meglio che stringersi una tazza fumante tra le mani, magari con una bevanda speziata e alcolica. Una classica scena nei mercatini natalizi del Nord Italia, soprattutto in montagna, o in alcune zone del Nord Europa. Qui si parla del vin brulè, un mix di vino rosso, zucchero, agrumi e spezie che scalda l’anima. Il vero protagonista è però il profumo intenso di cannella, chiodi di garofano e anice stellato, capace di avvolgerti anche nella giornata più gelida. Lo si beve volentieri camminando tra le vie innevate o accanto ai dolci tipici come panettone e biscotti speziati. Il vin brulè non è solo una semplice bevanda: si tratta di un rito che evoca natali, festa e convivialità. Da chi vive in città, forse, viene preso sottogamba, ma questo legame con le festività invernali ha radici profonde e antiche in tante comunità europee.

Il legame tra tradizione e territorio

Guardando al passato, il vin brulè nasce nei paesi del Nord Europa, dove l’inverno rigido spingeva a cercare comfort nel calore di cibi e bevande. Da noi, soprattutto nel Nord Italia, quella tradizione ha trovato terreno fertile, influenzata dalla cultura mitteleuropea. Pensiamo ai mercatini natalizi – quelli alpini in particolare – torno di scena ideale per gustare questa bevanda. Ma non si tratta solo di bere: è un’esperienza che mescola colori, profumi e sensazioni di paesaggi innevati, con luci soffuse dappertutto.

Preparare il vin brulè è semplice, ma scegliere gli ingredienti giusti e dosarli bene richiede attenzione. Gli intenditori puntano su un vino rosso corposo, come il Teroldego, per evitare che zucchero e spezie sovrastino il sapore di base. La scelta di cannella, anice stellato e chiodi di garofano, in quantità calibrate, serve a far emergere l’aroma senza esagerare.

Scopri l'antica preparazione del vin brulè che riscalda le feste del Nord Europa
Due tazze di vin brulè, cannella e spezie, pronte a scaldare le fredde serate invernali. Il rosso vino e gli aromi natalizi evocano l’atmosfera delle feste. – ristorantelagrifoglio.it

Chi l’assaggia sa che il legame con i dolci natalizi nasce dall’armonia tra la dolcezza e la punta speziata che smorza la forza del vino, creando un contrasto piacevole quando si accompagna a panettone o biscotti. In inverno, poi, l’atmosfera invoglia al calore e alla socialità: occasione ripetuta spesso attorno ai mercatini nelle città.

Come preparare il vin brulè in casa senza errori

Mettersi ai fornelli per un vin brulè fatto bene in casa non è un’impresa impossibile, ma bisogna stare attenti a qualche dettaglio. Partiamo dalla cottura: il vino va scaldato piano, a fuoco basso, per circa un quarto d’ora, evitando che arrivi a bollire forte altrimenti lo zucchero rischia di bruciarsi e gli aromi perderebbero qualità. Per gli ingredienti, un esempio di base potrebbe essere: un litro di vino rosso corposo, 100 grammi di zucchero e scorza di limone più fette d’arancia – un abbinamento che regala buon equilibrio al gusto.

Le spezie, come anice stellato, cannella, chiodi di garofano, bacche di ginepro e un tocco di noce moscata, vanno dosate con cura e lasciate intere o a pezzi grossolani. Così si tengono intatti i profumi durante la cottura, un dettaglio non da poco. Altro punto da non sottovalutare: la temperatura. Se è troppo alta si rischia che la frutta si rovini e i sapori si mescolino male, coprendo quelli più delicati di vino e spezie. La mescolata? Meglio farla piano e solo per far sciogliere bene lo zucchero, così si tiene tutto morbido e uniforme.

Quando il vin brulè è pronto, va passato al colino a maglie strette per eliminare i residui solidi, e poi servito caldo: una fetta d’arancia e una stecca di cannella fanno sempre scena. Se ne avanza, lo si può conservare in frigo un paio di giorni, riscaldandolo prima di bere. È una buona alternativa alla classica cioccolata calda – soprattutto per una serata in compagnia – ideale abbinato a dolci come torta di mele o strudel.